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Trapianto basato sull'evidenza Discussione e interpretazione dei risultati degli studi clinici sul trapianto nelle diverse patologie

Fino a che età le CAR-T?

E’ questa la domanda a cui cerca di rispondere l’analisi post-hoc dello studio ZUMA-1 confrontando i pazienti sotto e sopra i 65 anni e non evidenziando differenze significative nell’efficacia e nelle tossicità di axi-cel nei linfomi non Hodgkin B linfocitari refrattari.

Neelapu SS et al. Blood 2020 June 4

Lo studio ZUMA -1 è uno studio di fase 1/2 che ha dimostrato 83% di risposte obiettive, 58% di risposte complete e 39% di risposte durature 2 anni dopo la somministrazione delle CAR-T anti CD19 axicabtagene ciloleucel (axi-cel) nei infomi B a grandi cellule , primitivi del mediastino e follicolari trasformati refrattari all’ultima linea di chemioterapia o con una risposta inferiore a 1 anno dopo trapianto autologo. Dopo un condizionamento con fludarabina e ciclofosfamide per 3 giorni, i pazienti ricevevano un’unica dose di 2 milioni di CAR-T/Kg. Nell’analisi post-hoc presentata di recente su “Blood” viene confrontata l’efficacia e la tossicità del trattamento tra 81 pazienti con età inferiore a 65 anni ( età mediana di 55 anni)  e 27 pazienti con età superiore a 65 anni (età mediana di 55 anni) . Le caratteristiche cliniche dei pazienti prima del trattamento erano simili,  a parte un maggior numero di pazienti anziani con IPI 3-4 e un minor numero di pazienti anziani ricaduti dopo trapianto autologo.

Riguardo all’efficacia non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi, anzi le risposte complete, durature e la PFS mediana avevano un trend più favorevole negli anziani rispetto ai giovani (75% vs 53%, 42% vs 38%, 13,2 mesi vs 5,6 mesi). Riguardo alla tossicità, le citopenie severe hanno avuto un’incidenza indipendente dall’età, mentre si è evidenziato un aumento della frequenza degli eventi neurologici severi e in particolare dell’encefalopatia nel gruppo dei pazienti anziani. Inoltre, l’espansione in vivo delle CAR-T e la loro farmacocinetica non si è modificata nel gruppo dei pazienti con età superiore a 65 anni.

Questo studio dimostra che anche la fattibilità dell’immunoterapia, come quella della chemioterapia e dei nuovi farmaci, non dipendono dall’età anagrafica ma da quella biologica. Inoltre, le scale geriatriche e la valutazione delle comorbilità , con particolare riguardo a precedenti eventi neurologici o fattori di rischio per malattia neuro-vascolare, potrànno essere validi strumenti per selezionare i candidati anziani per le CAR-T.