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Trapianto basato sull'evidenza Discussione e interpretazione dei risultati degli studi clinici sul trapianto nelle diverse patologie

Attivazione della ricerca del donatore: lo stivale non è tutto uguale

Uno studio tutto tricolore fa una fotografia di quella che è l’attività di ricerca del donatore nelle varie regioni italiane, con dati a volte discordanti fra macro-aree

Sebbene il numero di trapianti per abitante in Italia sia fra i più alti d’Europa, non esistono studi volti a documentare se tale attività trapiantologica sia distribuita in modo omogeneo su tutta la penisola. Questo studio, tutto made in Italy, fa un’attenta e scrupolosa analisi della ricerca di donatore (MUD, cordone o aploidentico) nelle varie regioni d’Italia, partendo dall’attivazione della ricerca e giungendo alla realizzazione del trapianto, contemplando anche l’eventuale migrazione del paziente presso un centro diverso da quello originario    

Partendo da un totale di 2747 ricerche, attivate dal 2010 al 2013, il numero dei trapianti eseguiti è stato 1787 (65%), di cui il 70% da donatore adulto non consanguineo, il 19% da donatore aploidentico e l’11% da cordone. Solo pazienti con leucemia acuta sono stati analizzati. Il tasso di attivazione nel Sud è stato di 8.9 per milione di abitanti e per anno, contro il 14.5 del Nord; andando poi a vedere il numero di trapianti realizzati, il divario aumenta ulteriormente, con valori di 5.8 per milione di abitanti e per anno vs. 10.5, rispettivamente. Il 21% delle attivazioni è stato fatto in regioni diverse da quelle di residenza del paziente (migrazione), tuttavia il divario tra Nord e Sud permane anche aggiustando per questo fattore. Infine, una correlazione significativa è stata identificata tra l’attivazione della ricerca e il PIL pro capite regionale, così come già riscontrato in passato in altri contesti (1,2)

Difficile poter dire cosa cambierà a breve, ma intanto quest’analisi rigorosa e ben condotta fornisce un’interessante fotografia del Belpaese con vari spunti di riflessione e sotto differenti punti di vista. Forse, in considerazione della recente diffusione dell’aplo T-repleto, un “update” relativo all’ultimo triennio potrebbe fornire utili informazioni aggiuntive