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Trapianto basato sull'evidenza Discussione e interpretazione dei risultati degli studi clinici sul trapianto nelle diverse patologie

Burnout nei professionisti del trapianto: quale evidenza?

Com'è la qualità di vita di chi lavora nel trapianto? Ecco i risultati di un sondaggio condotto in USA presso tutti i professionisti che operano nel campo

Per la prima volta uno studio specifico condotto in ambito trapiantologico (Neumann JL et al., BBMT 2017) mostra una fotografia di quella che è la condizione psicologica, di qualità di lavoro e di vita presso tutti i tipi di professionisti sanitari operanti in tale ambito. A seguito di una previsione di carenza di operatori sanitari nel campo del trapianto (1), la NMDP/Be the Match System Capacity Initiative (2) ha messo a punto e somministrato nel 2015 un questionario web-based di 90 items, a cui hanno risposto 1541 professionisti, rappresentanti tutti i tipi di operatori sanitari che si occupano di trapianto. Ciò con l'obiettivo di individuare eventuali elementi che possano rappresentare un ostacolo all'attrattiva della disciplina, col fine ultimo di prevenire eventuali mancanze di personale e di pianificare i bisogni futuri

Globalmente, la prevalenza di burnout è stata del 40% con differenze tra le varie figure, passando dal 33% tra i medici e tra gli infermieri al 49% dei farmacisti. Tra i medici, solo il 31% ha giudicato adeguato l'equilibrio tra vita lavorativa e personale (più della metà ha riportato un orario lavorativo >61 ore/settimana) ed il 72% di coloro i quali sono risultati essere in burnout ha dichiarato che gli orari di lavoro non permettono di dedicare abbastanza tempo alla vita personale e familiare, seguiti dal 50% dei farmacisti e dal 32% degli infermieri. In compenso, la stragrande maggioranza (93-97%) ha riportato un alto livello di soddisfazione di carriera, citando la gratificazione emotiva e la speranza offerta ai pazienti tramite il trapianto quali cardini del proprio lavoro

Al di là dei messaggi trasmessi dai risultati del questionario, ed al di là della loro applicabilità o meno al contesto italiano e/o europeo, l'articolo mostra l'impostazione di un approccio programmatico ad un potenziale problema, attraverso la fotografia oggettiva del presente per poter anticipare il futuro. Molto utile, da tenere a mente anche per altre situazioni