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Trapianto basato sull'evidenza Discussione e interpretazione dei risultati degli studi clinici sul trapianto nelle diverse patologie

I can’t get no (association)

Gran parte delle correlazioni dimostrate in precedenza tra SNPs ed outcome dopo trapianto sono probabilmente il frutto di false associazioni statistiche

Per svariati anni sono state pubblicate numerose ricerche sulla correlazione tra varianti genetiche “non-HLA” ed outcome dopo trapianto, con l’identificazione di 45 single-nucleotide polymorphisms (SNPs) associati significativamente ad OS, TRM, PFS o disease-related mortality. Tuttavia, come indicano gli autori citando un paper metodologico sulle associazioni genetiche (1), gli studi di associazione devono essere riprodotti su campioni indipendenti per poter essere confermati. In questo studio vengono condotte replicazione e validazione delle suddette associazioni, su 2 coorti di 2499 e 920 pazienti rispettivamente, incrociando i dati clinici con quelli genomici ottenuti all’interno del registro CIBMTR e di un progetto denominato DISCOVeRY-BMT (2). In aggiunta è stata eseguita anche un’analisi funzionale degli SNPs.

Nessuna delle analisi condotte ha permesso di replicare né di confermare alcuna delle associazioni precedentemente pubblicate, con l’eccezione di un solo SNP (rs1800795) collocato sul gene dell’IL-6 ed associato significativamente con l’OS, confermando un lavoro del 2015 (3). Tuttavia, gli autori non possono escludere che non si tratti anche in questo caso di un falso positivo, visto il gran numero di analisi eseguite qui (noto problema delle multiple comparisons) ed in considerazione del fatto che l’analisi funzionale ha rivelato l’assenza di effetto sull’espressione di IL-6 da parte di questo particolare SNP.

La presente analisi mette in guardia dagli effetti potenzialmente deleteri che potrebbe avere la mancanza di conferma degli studi di associazione genetica secondo dei criteri metodologici adeguati. Infatti, come sottolineano gli autori nella discussione, i falsi positivi oltre che condurre a perdite di tempo e risorse preziose, potrebbero addirittura danneggiare i pazienti qualora venissero iniziati degli studi clinici senza le necessarie conferme.