Come i sopravvissuti al trapianto di cellule staminali ematopoietiche vivono sessualità e fertilità: uno studio fenomenologico

Come vivono la sessualità e la fertilità i pazienti sopravvissuti al trapianto di cellule staminali ematopoietiche?
Questo studio qualitativo esplora dimensioni fondamentali dell’esperienza di vita post-trapianto, spesso trascurate. In un contesto come quello italiano, in cui sessualità e fertilità in ambito oncologico rimangono temi culturalmente poco affrontati, il lavoro contribuisce a mettere in discussione resistenze ancora presenti nella pratica clinico-assistenziale.

 

Bacalhau L, Pontífice-Sousa P. Lived experience of comfort with sexuality and fertility for survivors of hematopoietic progenitor cell transplants: phenomenological study. J Cancer Surviv. 2025 Feb 18. doi: 10.1007/s11764-025-01752-1. Epub ahead of print. PMID: 39966207.

https://link.springer.com/article/10.1007/s11764-025-01752-1

La letteratura inerente alla sopravvivenza dopo trapianto di cellule staminali ematopoietiche (TCSE) si è tradizionalmente concentrata su esiti biologici e riabilitativi generali, trascurando dimensioni profondamente personali quali sessualità e fertilità. Questi aspetti rappresentano componenti fondamentali dell’identità individuale e della qualità della vita. Nei sopravvissuti al TCSE, la sessualità e la fertilità possono essere significativamente compromesse dagli effetti fisici, emotivi e sociali del trattamento. L’assenza di informazioni adeguate o la difficoltà a gestire tali tematiche possono determinare disagio psicologico persistente, difficoltà nelle relazioni interpersonali e riduzione del benessere complessivo.

Il presente studio si propone di esplorare le esperienze soggettive di comfort e disagio relative a sessualità e fertilità nei sopravvissuti al TCSE. A tal fine, è stato adottato un approccio qualitativo di matrice fenomenologica, basato su interviste in profondità.

L’analisi fenomenologica delle venti interviste ottenute, ha evidenziato quattro temi centrali riguardanti sessualità e fertilità nei sopravvissuti al TCSE.

  1. Desiderio sessuale e relazioni di coppia: molti partecipanti hanno riportato una significativa riduzione della libido, difficoltà nella comunicazione con il partner e una percezione del proprio corpo alterata rispetto al periodo pre-trapianto. Questi cambiamenti incidono profondamente sulla qualità delle relazioni intime.
  2. Limitazioni fisiche e impatto delle complicanze: l’immunosoppressione e le complicanze correlate, come la graft-versus-host disease, rappresentano barriere concrete all’attività sessuale, generando disagio corporeo e influenzando negativamente la vita di coppia.
  3. Fertilità futura e rielaborazione identitaria: l’incertezza o la compromissione della fertilità costituiscono una fonte significativa di ansia e richiedono un’elaborazione dell’identità personale. Ciò influisce sulla pianificazione familiare e sui progetti di vita a lungo termine.
  4. Comunicazione con gli operatori sanitari: i partecipanti hanno segnalato difficoltà nel condividere le proprie preoccupazioni con i professionisti sanitari, tra la necessità di comprendere informazioni mediche complesse, la gestione delle paure e le aspettative personali.

Complessivamente, le narrazioni evidenziano come sessualità e fertilità incidano non solo sul benessere fisico, ma anche su quello psicologico, sociale e relazionale dei sopravvissuti, rivelando un significativo gap della presa in carico standard nel soddisfare questi bisogni complessi.

 

Per i sopravvissuti al trapianto di cellule staminali ematopoietiche, sessualità e fertilità rappresentano dimensioni centrali per il benessere individuale, spesso trascurate nella presa in carico standard.

Lo studio evidenzia che la pratica infermieristica dovrebbe andare oltre al monitoraggio biologico, includendo l’identificazione precoce di segnali di disagio sessuale, riproduttivo ed emotivo.

L’infermiere può favorire un contesto comunicativo sicuro, supportando l’espressione dei bisogni del paziente e la discussione su body image, libido e infertilità, oltre a promuovere la pianificazione della preservazione della fertilità.

Il counseling personalizzato e il supporto psicosociale continuo consentono all’infermiere di raccordare paziente, caregiver e team multidisciplinare, migliorando comunicazione e adattamento ai cambiamenti del trattamento.

L’uso di strumenti di valutazione del comfort sessuale e relazionale, l’educazione mirata a pazienti e caregiver e la collaborazione con psicologi, endocrinologi e sessuologi permettono interventi tempestivi, riducendo stress, ansia e disagio psicologico. Integrare sistematicamente l’esperienza soggettiva di pazienti e familiari nel piano di cura favorisce un approccio olistico, centrato sulla persona, e migliora la qualità di vita complessiva post-trapianto.