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Il punto di vista degli infermieridocumenti di aggiornamento su tematiche di assistenza infermieristica ed etica sanitariao

Il supporto nutrizionale orale nel paziente trapiantato

Il regime di condizionamento pre-trapianto di cellule staminali emopoietiche (TCSE) spesso si accompagna a complicanze gastro-intestinali tali da compromettere parzialmente o completamente l’introito di cibo, e di conseguenza, lo stato nutrizionale e funzionale del paziente. è questo il topic dell'articolo che commenteremo oggi.

The Efficacy of an Oral Elemental Diet in Patients Undergoing Hematopoietic Stem Cell Transplantation. Takanobu Morishita et AL, 2016. Intern Med. 2016 Dec 15; 55(24): 3561–3569.doi: 10.2169/internalmedicine.55.7310

Il regime di condizionamento pre-trapianto di cellule staminali emopoietiche (TCSE) spesso si accompagna a complicanze gastro-intestinali tali da compromettere parzialmente o completamente l’introito di cibo, e di conseguenza, lo stato nutrizionale e funzionale del paziente. L’incidenza di malnutrizione al momento dell’ingresso è tipicamente bassa, tuttavia studi hanno dimostrato un’incidenza di malnutrizione compresa tra il 35-60% al momento della dimissione. Alla valutazione dello stato nutrizionale con PG-SGA score, tutti i pazienti alla dimissione, e il 50% a 100 giorni dal trapianto, necessitano di un intervento nutrizionale. In particolare, uno scarso introito alimentare subito dopo il TCSE può anche associarsi ad un aumentato rischio di GVHD acuta severa. Inoltre, una perdita di peso superiore al 10% del peso corporeo abituale del paziente è un fattore che aumenta il rischio di non-relapse mortality. Dunque, un supporto nutrizionale orale/enterale post TCSE si associa a outcomes migliori, a una maggiore sopravvivenza, ad un migliore attecchimento di neutrofili e delle piastrine e a un minor rischio di GVHD acuta.
In questo studio, i ricercatori hanno somministrato a 52 pazienti sottoposti a TCSE un integratore orale (elementale) dal giorno – 8 al giorno -4 e dal giorno del trapianto a + 28 dal TCSE (GRUPPO EG), confrontando i risultati ottenuti con un gruppo di controllo composto da 21 pazienti ai quali non è stato somministrato l’integratore alimentare (GRUPPO NEG).

La durata media di ricovero nel gruppo EG è stata significativamente inferiore rispetto al gruppo di controllo NEG (41 giorni VS 61 giorni; p=0,0002). L’incidenza cumulativa di GVHD acuta di grado II-IV è stata del 15% nel gruppo EG e del 30 % nel gruppo di controllo NEG , tuttavia la differenza non è risultata statisticamente significativa (p=0.26). La somministrazione precoce di un integratore orale elementale in pazienti sottoposti a TCSE sembrerebbe essere associato a un precoce recupero della funzionalità della mucosa intestinale che garantirebbe un assorbimento migliore e più efficace dei nutrienti assunti per bocca e di conseguenza un migliore stato nutrizionale. Gli autori sostengono inoltre che l’integratore potrebbe avere un ruolo nel mantenere un equilibrio a livello del microbiota, il quale ha un ruolo fondamentale nei processi legati al sistema immunitario e di conseguenza sull’incidenza di GVHD acuta.

Trattandosi di uno studio preliminare non randomizzato che ha coinvolto un piccolo numero di pazienti, per chiarire il ruolo del supporto nutrizionale orale sulla durata della degenza, nello sviluppo della risposta infiammatoria e sull’incidenza di GVHD di II-IV grado, sono necessari ulteriori studi prospettici randomizzati controllati. Ad oggi tuttavia, le linee guida ESPEN 2017 consigliano: “Se l’assunzione di cibo per via orale è insufficiente, si consiglia di preferire un supporto nutrizionale per via orale rispetto ad un intervento parenterale, a meno che non vi sia una mucosite grave, vomito intrattabile, ileiti, grave malassorbimento, diarrea protratta o GVHD intestinale sintomatica”. Dunque, l’integrazione alimentare per via orale, e non la nutrizione parenterale, dovrebbe essere sempre la prima scelta nel supporto nutrizionale nel paziente sottoposto a trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche.