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Il punto di vista degli infermieridocumenti di aggiornamento su tematiche di assistenza infermieristica ed etica sanitariao

Monitoraggio della funzionalità polmonare nei pazienti con cGvHD: uno studio pilota

Monitoraggio della funzionalità polmonare nei pazienti con Graft versus Host Disease cronica (cGvHD): uno studio pilota

Monitoring lung function in patients with chronic graft versus host disease: a pilot study. Rushton C. et Al, 2019. Br J Nurs. 2019 Oct 10;28(18):1196-1200.

Circa il 14% dei pazienti con Graft versus Host Disease cronica (cGvHD), in seguito ad un Trapianto di Cellule Staminali Ematopoietiche (TCSE) allogeniche è affetto dalla sindrome di bronchiolite obliterante (BOS) - manifestazione di cGvHD nel polmone (Au et al, 2015; Del Fante e Perotti, 2017). La caratteristica ostruzione del flusso d'aria può avere un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti (Yoshihara et al, 2007; Amin et al, 2015).

Questo studio pilota ha come obiettivo di stabilire se esiste una relazione tra Volume Espiratorio Massimo nel primo secondo (FEV1 – Forced Expiratory Volume in the 1st second), tramite le prove di funzionalità respiratoria (PFT – Pulmonary Function Test) ed il picco di flusso espiratorio (PEF – Peak Expiratory Flow) tramite un piccolo dispositivo portatile, in pazienti con cGvHD sottoposti a fotoferesi extracorporea (ECP). Ai pazienti è stato chiesto di registrare il picco di flusso espiratorio almeno una volta alla settimana e sono stati sottoposti alle prove di funzionalità respiratoria ad intervalli di 3 mesi secondo le raccomandazioni NIH (Carpenter et al. 2015). I dati sono stati raccolti in un periodo di 12 mesi, confrontando i 2 metodi di valutazione.

Sono stati originariamente inclusi nello studio 50 pazienti. Il numero di partecipanti con dati per il confronto del picco di flusso respiratorio portatile e i risultati della PFT a 3, 6, 9 e 12 mesi, è diminuito nel tempo (19, 9, 9 e 3 pazienti ai timepoint rispettivi). I dati disponibili suggeriscono una significativa correlazione positiva tra picco di flusso respiratorio osservato e previsto (dal misuratore portatile) rispetto a FEV 1 (PFT).

I risultati ottenuti dallo studio sono limitati, tanto che gli autori non suggeriscono che l'uso del dispositivo portatile per misurare il picco di flusso respiratorio sostituisca le prove di funzionalità respiratoria. Ma le ricerche future potrebbero rappresentare un modo per indagare ulteriormente questo approccio come un metodo accettabile ed a basso costo, per monitorare il funzionamento polmonare. Dal punto di vista infermieristico questo studio aumenta la consapevolezza della cGvHD polmonare, incoraggiandoci a monitorare e valutare i problemi respiratori, che possono essere aspecifici come lieve dispnea da sforzo o tosse secca e non produttiva (Hildebandt et al, 2011).

Uno dei problemi identificati dagli autori era la conformità all'uso regolare del dispositivo portatile. Noi infermieri abbiamo un ruolo fondamentale nell'educazione e nel supporto dei pazienti, e gli autori di questo documento raccomandano che gli infermieri registrino i risultati del picco di flusso respiratorio (una valutazione che può essere inclusa abbastanza facilmente nella valutazione infermieristica). Possiamo anche pensare ai vantaggi di educare i pazienti ad auto-monitorare la funzione respiratoria ed evidenziare cambiamenti precocemente.