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Il punto di vista degli infermieridocumenti di aggiornamento su tematiche di assistenza infermieristica ed etica sanitariao

Accessi venosi periferici eco-guidati in Aferesi, sogno o realtà?

In questo studio quantitativo, l’autore ci dimostra (supportato dalla letteratura) come al Houston Methodist Hospital l’inserimento di un accesso venoso periferico tramite sonda ecografica è una valida e miglior alternativa al posizionamento di un CVC nei pazienti con scarso patrimonio venoso.

Salazar, E et Al (2016) Ultrasound-guided peripheral venous access for therapeutic apheresis procedures reduces need for central venous catheters Journal of Clinical Apheresis32(4), 266–269.

L’aferesi terapeutica e la donor aferesi richiedono un adeguato accesso vascolare per raggiungere il range ottimale di velocità (circa 35 – 100 ml/min.) richiesto dal separatore cellulare. La maggior parte delle procedure aferetiche vengono eseguite tramite vena periferica, in quanto il posizionamento di un accesso venoso centrale (CVC) è fortemente sconsigliato per i rischi i quali i pazienti andrebbero incontro. Ovvero: infezione catetere correlata, trombosi venosa profonda, aritmia, lesione vascolare, puntura pleurica, embolia gassosa. È stimato che il 15% di soggetti a cui viene impiantato un CVC va incontro a complicanze, in alcuni casi mortali. Alcuni pazienti, però, non presentano visivamente o alla palpazione vene periferiche identificabili idonee per l’aferesi. Di routine, ciò comporterebbe il posizionamento di un accesso venoso centrale.

In questo studio quantitativo, l’autore ci dimostra (supportato dalla letteratura) come al Houston Methodist Hospital l’inserimento di un accesso venoso periferico tramite sonda ecografica è una valida e miglior alternativa al posizionamento di un CVC nei pazienti con scarso patrimonio venoso.

Dal 1° luglio 2015 al 30 settembre 2015, sono stati eseguiti 831 procedure su 186 pazienti, di cui 787 aferesi terapeutiche, come plasmaferesi (TPE), 3 eritroaferesi (RBCx), 41 leucaferesi (PBSCC) (figura A).  L’inserimento ecoguidato (Peripheral – US) di un accesso venoso periferico è stato applicato su 68 procedure in 37 pazienti (8% delle procedure e il 20% dei pazienti)  (figura B) . L’accesso venoso ecoguidato è stato posizionato correttamente, senza in alcun caso aver provocato eventi avversi. Dunque l’utilizzo dell’ecografo ha impedito il posizionamento di cateteri venosi centrali al 20% dei pazienti che dovevano eseguire procedure aferetiche.

In Aferesi, la scelta dell’accesso vascolare è di fondamentale importanza in quanto ne determina la riuscita della procedura, che sia terapeutica o per donazione delle CSE (cellule staminali). Ad oggi l’accesso venoso periferico, come l’agocannula, risulta essere la via più utilizzata per la praticità, per il comfort e i bassi rischi nel paziente e per l’ottima tolleranza col separatore cellulare. Ma qual ora il paziente presenti uno scarso patrimonio venoso, la seconda scelta ricade, in molti centri aferetici, nel posizionamento di un accesso venoso centrale con conseguente aumento del rischio infettivo – trauma – emorragico correlato e un dispendio in più, in termini di gestione, per la struttura ospedaliera. Come ha dimostrato questo studio, il posizionamento ecoguidato di un accesso vascolare periferico in un paziente che non presenta visivamente e alla palpazione vene periferiche adeguate potrebbe ampiamente evitare l’inserimento di un CVC, con evidente beneficio per il paziente.