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Il punto di vista degli infermieridocumenti di aggiornamento su tematiche di assistenza infermieristica ed etica sanitariao

“NAMASTE’”… tecnica non farmacologica utilizzata in una sezione trapianto pediatrico.

La fatigue è un problema importante nei bambini sottoposti ad intensi cicli di chemioterapia seguiti da trapianto di cellule staminali ematopoietiche. E' ampiamente dimostrato che un regime controllato ed individualizzato di esercizi possa contribuire a renderne meno opprimente la sintomatologia correlata. In questo contesto esercizi di Yoga possono essere molto utili e rappresentare la soluzione ideale.

Diorio C et al. Integrative Cancer Therapies 2016, Vol. 15(3) 279–284

La filosofia YOGA è una pratica che si basa sulla connessione “mente-corpo” con origini antiche orientali, studiata e comprovata come tecnica di rilassamento utilizzata in ambiti diversi sopratutto nel l’adulto.Questa filosofia combina postura, tecniche di respirazione, meditazione e rilassamento.La fatigue è un problema comune e debilitante presente nel bambino e nell’adolscente affetto da cancro, spesso sottovalutato e non trattato in modo soddisfacente, raccontato come uno dei sintomi piu fastidiosi percepiti.Il più alto tasso di fatigue percepito può essere atteso nei bambini e nei giovani adulti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche,in quanto sottoposti a intensi cicli chemioterapici con effetti collaterali farmacologici e complicanze legate alla procedura stessa deterioranti. Le linee guida dal National Comprehensive Cancer Network indicano che la fatigue andrebbe indagata già dai 5 anni di età, tuttavia rimane un aspetto ancora sottovalutato, le strategie sono limitate a terapie farmacologiche non sempre efficaci, andrebbero infatti implementate terapie alternative non farmacologiche. Prove recenti riportano l’importanza dell’ esercizio fisico nella cura della Fatigue cancro correlata, tuttavia molti pazienti accusano sintomi fisici (malessere e debolezza ) e psicosociali (umore negativo e preoccupazioni) che possono ostacolare l’attività di movimento, inoltre l’ambiente ospedaliero non è sempre il più adeguato a causa di spazi ristretti, mancanza di privacy, rischio di infezioni, controlli assistenziali frequenti. In questo ambito lo yoga avrebbe una finalità terapeutica mirata, costruendo un intervento indidualizzato, per le esigenze dei bambini posti in isolamento, migliorando la forza fisica, la flessibilità  e la respirazione.

Molti studi sono stati effettuati sui pazienti affetti da cancro adulti, esigui sono gli studi pediatrici. Questo è uno studio pilota di 11 bambini effettuato tra gennaio e ottobre 2013. Il programma è stato strutturato ponendosi due obiettivi:

  1. Aumentare la mobilità dei bambini costretti in ambienti ristretti e spesso allettati.
  2. Fornire tecniche di rilassamento che potrebbero essere utilizzate in momenti di difficoltà emotiva.

L’intervento era rivolto a bambini da 8 anni a 18 ospedalizzati, per un periodo di almeno 3 settimane, sottoposti a condizionamento e trapianto di cellule staminali emopoietiche allogeniche e autologhe. Il progetto è stato ideato da un team di medici e professionisti yoga certificati, competenti nell’insegnamento di questa disciplina a bambini oncologici. Visto la popolazione particolarmente “fragile” ai quali si rivolgeva questo studio sono stati individuati 4 end points su cui costruire il programma:

Adattabilità – Sicurezza – Flessibilità Ambientale - Interesse dei bambini.

Le lezioni videoregistrate sono state valutate da due revisori che hanno utilizzato una scala di valutazione di 33 item specifici ed interviste libere.

Lo studio è stato effettuato coinvolgendo tutta l’equipe medica infermieristica e fisioterapica costituendo un vero e proprio team multidisciplinare con l’esperto istruttore YOGA. Al personale medico e fisioterapico è stato chiesto di partecipare attivamente alla stesura del programma di esercizi tenendo conto del bambino stesso e delle eventuali complicanze. Il personale infermieristico ha collaborato nel rendere l’ambiente idoneo e limitare nel momento di lezione le prestazioni assistenziali, motivando il bambino-ragazzo e il genitore in questa attività.

Il programma è stato adattato alle diverse fasce di età coinvolgendo i bambini piccoli con materiale ludico, morbido e colorato, musiche adatte e un ”barattolo yoga“ per raccogliere piume e pietre regalate, gli adolescenti coinvolgendoli con la scelta degli esercizi, la musica, stimolando l’autonomia. Sono stati creati dei manuali con le tecniche specifiche, in modo che tutti potessero visionarle con immagini chiare anche per i bambini più piccoli. Ogni lezione è stata videoregistrata e posta in un sito sicuro per poterne analizzare i contenuti da parte dei revisori.

Gli interventi sono stati molto ben tollerati e si sono dimostrati sicuri ed eseguibili all'ambiente di trapianto, i bambini e i genitori hanno accolto con entusiasmo questa attività, rilasciando feedback positivi sul benessere fisico e mentale tramite interviste libere.

E’ stato creato un protocollo standardizzato, in base alle evidenze disponibili e alla esperienza sul campo, che potrebbe essere facilmente utilizzato all'interno di trials clinici. Questo tipo di approccio olistico ci indica ancora una volta come la complementarietà può migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti, affiancando terapie convenzionali e non nella ricerca di un unico obiettivo.