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Dalla parte del donatoreLe principali novità riguardanti le varie fasi della donazione, dalla selezione del donatore alla mobilizzazione e raccolta di CSE, sia in ambito autologo che allogenico

TO KIR OR NOT TO KIR: IL MONDO E´ BELLO PERCHE´ E´ VARIO

Un´analisi retrospettiva su oltre 2,000 trapianti MUD tedeschi non replica i risultati ottenuti da due studi precedenti sull´impatto dei polimorfismi KIR sull´OS   

Il ruolo dei polimorfismi dei geni KIR, dimostrato inizialmente nel contesto del trapianto aploidentico T-depleto, e´ piu´ controverso nelle altre piattaforme trapiantologiche. Vista la potenziale possibilita´ di selezionare donatori da registro con combinazioni "KIR-favorevoli", gli autori di questo studio retrospettivo (1) hanno applicato due modelli KIR, precedentemente pubblicati su casistiche diverse (2,3), su una coorte di pazienti affetti da MDS e AML, per replicare (o meno) i risultati riportati in precedenza. 

Su n=2,222 trapianti (il 78% 10/10-matched, il 22% 9/10), in gran parte RIC (76%), T-depleti in vivo con ATG (78%) ed eseguiti da PBSC (96%), ne´ il modello proposto da Venstrom et al. (2), ne´ quello da Boudreau et al. (3) hanno mostrato un impatto sulla sopravvivenza globale dei pazienti dopo trapianto, confutando in tal modo il ruolo dei geni KIR, almeno in questa casistica tedesca di AML e MDS. Sebbene la coorte del presente studio sia diversa per caratteristiche dei pazienti e dei trapianti rispetto ai due studi succitati, un´analisi di sottogruppo su trapianti "appaiati" ha confermato l´assenza di impatto sulla prognosi dei pazienti.   

Ancora una volta quest´analisi ci mostra come e´ importante applicare discernimento e spirito critico sui risultati provenienti da situazioni che possono essere diverse dalle proprie. Nella fattispecie, il dibattito sui KIR e´ ancora aperto.