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Dalla parte del donatoreLe principali novità riguardanti le varie fasi della donazione, dalla selezione del donatore alla mobilizzazione e raccolta di CSE, sia in ambito autologo che allogenico

COSA CI DICE L' HLA-E DEL DONATORE: RISULTATI DA UNO STUDIO MULTICENTRICO

Un' ampia analisi multicentrica su 1840 trapianti da donatore non consanguineo mostra un'associazione, forse inaspettata, tra l'HLA-E del donatore e l'outcome, aprendo ad un possibile ruolo di questa molecola HLA "non classica" 

L'HLA-E, una molecola HLA cosiddetta non classica e minimamente polimorfica, è stata oggetto di alcuni studi nell'ambito del trapianto di CSE (1,2), con risultati contrastanti sull'impatto potenziale in termini di outcome post-trapianto. Il suo ruolo fisiologico ancora non è del tutto elucidato, e soltanto 2 genotipi, HLA-E*01:01 e *01:03, coprono più del 99% della popolazione. L'analisi condotta da Tsamadou e coll. (3) su 1840 trapianti da donatore unrelated 10/10-matched è stata disegnata per rispondere a 2 domande: a) il matching HLA-E tra donatore e ricevente è rilevante? b) un genotipo specifico è associato ad un migliore (o peggiore) outcome?   

Attraverso un'analisi multivariata condotta secondo metodi classici, gli autori trovano una peggiore DFS ed un'aumentata TRM nei pazienti che ricevono un trapianto da un donatore omozigote per il genotipo HLA-E*01:03, e tale associazione vale per i trapianti T-repleti, cioè quelli senza l'uso di ATG o Campath in profilassi della GvHD. Nonostante questa correlazione statisticamente significativa, la sopravvivenza globale non è invece influenzata sostanzialmente, per usare gli stessi termini degli autori. Alcune ipotesi biologiche vengono avanzate per spiegare i risultati, mettendo in relazione il ruolo fisiologico finora noto dell'HLA-E (presentazione antigenica ed interazione con le cellule NK) con l'alloreattività anti-leucemica.   

Mentre sembra ancora lontana, ma non troppo, l'attuazione della tipizzazione HLA-E dei donatori al fine di selezionare il migliore sulla base del genotipo, potrebbe essere più concreta nel breve termine la realizzazione di studi funzionali in grado di generare e validare ipotesi sull'azione che questa molecola HLA non classica può avere in ambito allogenico.