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Dalla parte del donatoreLe principali novità riguardanti le varie fasi della donazione, dalla selezione del donatore alla mobilizzazione e raccolta di CSE, sia in ambito autologo che allogenico

NON SOLO HLA

Una recente analisi monocentrica retrospettiva ritrova un miglior outcome usando un donatore aploidentico under 35 rispetto ad un MUD 10/10 over 35

L'impiego del trapianto aploidentico T-repleto permette di ampliare il ventaglio dei potenziali donatori e pone un vero challenge nella selezione del donatore ottimale, laddove piu' di una opzione e' possibile. Il gruppo di Atlanta ha appena pubblicato su BBMT (1) un'analisi comparativa su n=406 pazienti allotrapiantati da donatori familiari HLA-identici (MRD) over 35 (n=222), MUD 10/10 over 35 (n=91), oppure aploidentici familiari under 35 (n=93). Scopo dell'analisi e' vedere se anche quando esiste un MUD 10/10, l'opzione del trapianto aploidentico e' comunque percorribile ed a quali condizioni.

Pur avendo una OS simile rispetto ai pazienti trapiantati da MRD e da MUD, i pazienti che hanno ricevuto un trapianto aploidentico da donatori under 35 hanno un'incidenza piu' bassa di GvHD cronica e di conseguenza una migliore cGvHD-relapse-free survival. Le analisi su OS, DFS, NRM e relapse sono state eseguite anche in multivariata, con l'impiego delle principali variabili pre-trapianto, confermando outcome comparabili con i diversi tipi di donatori 

Sebbene vari studi abbiano gia' dimostrato che l'eta' del donatore rappresenta un fattore con un impatto significativo sull'outcome trapiantologico (2,3), la presente analisi suggerisce, forse in maniera provocatoria ma non troppo, che l'impiego di un donatore aploidentico under 35 (spesso un figlio/a o un sibling) possa essere preferito rispetto ad un MUD over 35, anche se 10/10.