È giunto il momento di “rottamare” i CICC?

I cateteri venosi centrali (CVC) sono essenziali per la gestione dei pazienti ematologici, in quanto pazienti fragili sottoposti ad infusioni multiple di chemioterapici, terapia antibiotica, nutrizione parenterale, emoderivati e prelievi quotidiani per controlli ematici. Ad oggi il CVC più comunemente utilizzato nei centri trapianto è di tipologia a breve termine, posizionato utilizzando la vena succlavia o la vena giugulare. Ma esiste un’altra forma di CVC, ovvero i PICC: accessi venosi centrali ad inserzione periferica, utilizzando la vena basilica o cefalica delle braccia. Tra ottobre 2012 e agosto 2017, al dipartimento di Ematologia
della Sapienza Università di Roma, sono stati inseriti 100 PICC in poliuretano/silicone in 100 pazienti candidati a trapianto allogenico. Sono stati dunque raccolti i dati riguardanti la tipologia dei pazienti, il PICC (tipologia e posizionamento), i giorni totali di utilizzo ed eventuali complicanze e rimozioni dello stesso.

Il PICC può essere considerato un accesso venoso a lungo termine affidabile. Il 68% dei pazienti ha mantenuto il dispositivo per l’intera durata del trapianto e dopo il giorno +100 è stato rimosso, mentre la rimozione anticipata è stata necessaria nel 32% dei casi. Il 44% dei pazienti non ha sviluppato nessuna complicanza catetere correlata. Le complicanze legate al PICC si sono verificate nel 56% dei casi, ma nel 24% dei casi la complicanza non ha richiesto la rimozione immediata o successiva del PICC: gli eventi avversi sono stati gestibili e non hanno influito sul risultato finale del trapianto. Inoltre, non hanno mai rappresentato la causa primaria di morte.

Le infezioni batteriemiche correlate al catetere (CRBSI) sono state le complicanze più frequenti; tuttavia, la rimozione anticipata del PICC per tate complicanza è stata solo per il 7% dei pazienti.

 

I PICC, a differenza dei CICC, sono accessi venosi centrali impiantabili tramite vena basilica, vena brachiale o vena cefalica nell’arto superiore, la cui punta termina in vena cava superiore. Durante il posizionamento, i PICC non causano gravi complicanze come emotorace e pneumotorace a differenza dei CICC.

Permettono inoltre un migliore follow-up in quanto accessi venosi a lungo termine.

Servirebbero ulteriori studi mirati che possano dimostrare la minor incidenza di CRBSI dei PICC rispetto ai CICC nel paziente ematologico sottoposto a trapianto allogenico.

  • A cura di
    Alessandro Caime, Clinical BM Transplant-Haemato-Oncology Division Mobilization and Therapeutic Apheresis Unit, IEO, CIC 331
  • Pubblicato
    28 Giugno 2021